|
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.I - Compito essenziale dell' uomo
è impiegare il proprio talento nel fornire ai suoi simili nuove conoscenze.
L'utilità della Monarchia per la società non è fra i temi conosciuti.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.II - Tre quesiti sulla Monar- chia
temporale (o Impero): 1. è necessaria al benessere del mondo? 2. Il
popo- lo romano l'ha esercitata con diritto? 3. la sua autorità deriva
da Dio?
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.III - Il compito ultimo del genere
umano consiste nell'attuare sempre e pienamente tutte le sue potenzialità
intellettive, sia nella speculazione sia nell'agire, modificando la
realtà.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.IV - Condizione necessaria a che il
genere umano attualizzi tutte le sue potenzialità intellettive è che
esso possa vivere in condizione di quiete e di pace.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.V - La monarchia è utile al benessere
del mondo? Analizzando i nuclei sociali sempre più ampi, si deduce
l'opportunità che il mondo sia governato da un unico Monarca o Imperatore.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.VI - L'ordine di un sistema complesso
vale più dell'ordine delle sue parti; ciò comporta che, se in una
na- zione è utile la guida d'un Monarca, lo sarà di più per l'insieme
delle nazioni.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.VII - Come le nazioni son parti del
genere umano, questo è parte dell'universo, che obbedisce a Dio, suo
unico Monarca; ciò conferma che la Monarchia è necessaria al benessere
del mondo.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.VIII - Dio vuole che l'uomo sia simile
a lui; poiché una delle caratteristiche di Dio è l'unità. risulta
conveniente che il genere umano sia soggetto ad un unico Principe.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.IX - Il genere umano è figlio del cielo,
le cui parti sono mosse da un unico motore, il Primo Mobile; è quindi
naturale che il genere umano abbia il governo di un unico Principe.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.X - Sarebbe necessario che il genere
umano avesse un unico Principe; solamente in questa condizione sarebbe
assicurata giustizia per qualunque controversia tra uomini, a qualunque
livello.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.XI - Solamente un Monarca, unico per
tutti gli uomini, può esercitare compiutamente la giustizia; egli,
esente da avidità, la vuole e ha il potere d'imporla a tutti gli altri
principi.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.XII - La libertà va difesa in quanto
è il massimo dono di Dio. Solamente il Monarca del mondo, esente da
avidità, vorrà conservarla e correggere i regimi devianti dalla democrazia.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.XIII - Solamente chi ha buona disposizione
a governare può trasmetterla ai suoi sottoposti, che, a loro volta,
la trasmetteranno. Questo è un altro vantaggio del governo unico del
mondo.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.XIV - Se una funzione può essere assolta
da una sola persona, è bene che così sia. Il Monarca del mondo deve
ispirare i principi delle particolari leggi per le diverse aree municipali.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.XV - Dai rapporti tra i concetti filosofici
di "ente", di "uno", di "buono" e da alcuni esempi si deduce che l'umanità,
per il suo bene, ha bisogno della guida di un Monarca.
MONARCHIA - Liber Primus - Cap.XVI - Conferma della bontà di un governo
unico del genere umano sta nel fatto che Cristo, nel farsi uomo, predispose
la fase di pace che si realizzò nella Monarchia perfetta di Augusto.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.I - Si ripropone il secondo quesito:
la Monarchia del popolo romano fu legittima? ciò è potuto accadere
solamente mediante le armi o per la forza del diritto emanato nel
mondo da Roma?
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.II - Un'opera dipende da: progetto,
strumento e materia; l'imperfezione di un'opera di Dio dipende dalla
materia. Inoltre, noi intuiamo la volontà divina solamente da indizi
esterni.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.III - Il popolo romano ebbe per diritto
la funzione di Monarca del mondo, in primo luogo grazie alla sua origine,
alla nobiltà del suo progenitore Enea, testimoniata dai testi classici.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.IV - L'Impero romano ha raggiunto
la perfezione grazie a fatti miracolosi, quindi è stato voluto da
Dio. Dei molti miracoli sono stati testimoni Livio e molti scrittori
illustri.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.V - Numerosi esempi, sia a livello
di popoli che di singoli, mostrano che il popolo romano antepose a
le ragioni di parte quelle della legge; ciò è prova di affezione al
bene pubblico.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.VI - La natura predispose sulla terra
una regione e un popolo al governo del genere umano: Roma e il popolo
romano. Tutto ciò cui la natura ha dato ordine si mantiene di diritto.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.VII - La volontà di Dio ci appare
chiara mediante la ragione; in altri casi, essa si manifesta in diversi
altri modi, a volte anche attraverso segni di essa stessa.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.VIII - Molti popoli e molti sovrani
tentarono di ottenere il dominio del mondo; il fatto che il solo popolo
romano riuscì in tale impresa è un segno del volere di Dio.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.IX - Il popolo romano ebbe l'Impero
grazie a una serie di duelli, rimedi estremi con finalità di giustizia;
tale fatto conferma che esso acquisì di diritto il dominio del mondo.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.X - Sinora ci si è riferiti a principi
razionali; ora si farà riferimento alla fede, contro gli ecclesiasti-
ci che tramarono contro il Principato e che tradiscono i poveri, quindi
Cristo.
MONARCHIA - Liber Secundus - Cap.XI - Dalle Scritture si desume che
Cristo addossò su di sé le colpe di tutti gli uomini. La condanna
doveva essere sancita da chi avesse la legittima giurisdizione del
mondo, Roma.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.I - Dante chiede l'aiuto divino per
spiegare come l'autorità del Monarca romano discenda da Dio. Occorrerà
parlare dei "due soli": il pontefice romano e il principe romano.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.II - Per risolvere il quesito si parta
da un principio: "Dio non vuole ciò che è contro gli intenti della
natura". E' assurdo pensare che Dio contrasti il fine della natura.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.III - Date tre categorie di uomini:
gli amanti della Chiesa, quelli che la tradiscono e i "decretalisti",
poiché la fede viene dalle tradizioni della Chiesa, D. parla solamente
ai primi.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.IV - E' confutata l'opinione di chi
pensa che il potere temporale derivi da quello spirituale, come la
luna illuminata dal sole; non è così, come il sole non causa l'essere
della luna.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.V - E' scritto che, dei due figli
di Giacobbe, Levi (padre del regime sacerdotale) nacque prima di Giuda
(padre di quello temporale). E' da notare che anzianità non è indice
d'autorità.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.VI - Saul fu investito e poi destituito
da Samuele, secondo alcuni vicario di Dio, il che mostrerebbe che
il potere temporale dipende da quello spirituale. Samuele era solamente
un nunzio.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.VII - Cristo ebbe in dono dai Magi
incenso e oro, quindi anche il suo vicario avrebbe autorità temporale.
Il vicariato non comporta piena autorità (per esempio, sulle leggi
di natura).
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.VIII - A Pietro fu dato potere di
legare e sciogliere "ogni cosa" sulla terra. Occorre notare che "ogni"
va inteso relativamente alla sua funzione di custode del regno dei
cieli.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.IX - Pietro, secondo Luca, disse a
Cristo: "Ecco qui due spade". Alcuni dicono che le due spade corrispon-
dono ai poteri spirituale e temporale. Dante argomenta a confutare
tale tesi.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.X - Dante stima illegittimo il dono
al papa di Roma, da parte di Costantino. Egli non aveva il diritto
di alienare beni dell'Impero e il papa di tradire il voto di povertà
della Chiesa.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.XI - "Tutte le cose di un genere vanno
ricondotte a una" ed essendo il Papa e l'Imperatore uomini, un solo
uomo deve essere entrambi. Ciò è falso: qui trattasi di funzioni,
non di uomini.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.XII - Che l'Impero non dipenda dall'autorità
della Chiesa è anche avvalorato dal fatto che esso è più antico. Inoltre,
Cristo stesso riconobbe più volte l'autorità di Cesare.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.XIII - La pretesa facoltà della Chiesa
di dare autorità all'Impero, non le è stata conferita né da Dio né
dalle Scritture, che invece vietano ai sacerdoti di occuparsi di beni
temporali.
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.XIV - La vita di Cristo fu l'archetipo
e il modello della Chiesa militante ; Egli, di fronte a Pilato, rifiutò
il potere temporale: "Il regno mio non è di questo mondo".
MONARCHIA - Liber Tertius - Cap.XV - Qui si dimostra che l'autorità
dell'Impero non non deriva dal Papa, ma che essa è diretta ema- nazione
di Dio. Così sono soddisfatti i tre quesiti posti all'inizio dell'opera.
|