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Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Argomenti trattati nei capitoli del Convivio

 

CONVIVIO - Trattato I - Cap.I - L'aspirazione massima dell' uomo è il sapere. I pochi che, nonostante i molti impedimenti, lo conseguono, devono divulgarlo. Dante dà un "convivio" fatto di 14 trattati (ne compirà 4).
CONVIVIO - Trattato I - Cap.II - In un convivio, prima si pulisce il pane, Dante si scusa di due inevitabili aspetti: il parlare di sé e l'eventuale difficoltà presentata dagli approfondimenti delle argomentazioni.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.III - Nel commento alle Canzoni potrebbero sorgere alcune difficoltà di comprensione; il parlar di sé servirà a far giustizia di alcuni aspetti della condanna di D. all'esilio e alla povertà.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.IV - A proposito del suo esilio, Dante fa notare che, come la fama per solito dilata il bene e il male di una persona, così capita che la sua presenza può minimizzarne il bene e il male.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.V - Occorre ora giustificare l'uso del volgare in luogo del latino. Ciò si è fatto perché ci si rivolge a tanti, per generosità e per il naturale attaccamento alla propria lingua.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.VI - Occorre l'uso del volgare, poiché le canzoni all'inizio dei trattati sono in volgare. Il latino non potrebbe "conoscere" molte delle proprie evoluzioni nei differenti volgari.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.VII - Il latino, nel commento, non sarebbe stato abbastanza duttile e adatto a esprimere dolcezza; gli Italiani illetterati non avrebbero capito i commenti e i letterati stranieri le canzoni.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.VIII - La scelta del volgare per i commenti è dettata da generosità, in quanto consente di rivolgersi a molti, di donare cose utili e fare tali doni spontaneamente.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.IX - Sempre circa la scelta del volgare in luogo del latino, D. condanna i letterati mossi da desiderio di dena- ro e potere; inoltre, dice che la letteratura è stata lasciata nelle loro mani.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.X - Qui spiega il terzo motivo della scelta del volgare, l'amore della propria lingua; questo porta a ma- gnificarla, ad evitare l'infedeltà della traduzioni e a difenderla dalle accuse.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.XI - Dante cita alcuni motivi di denigrazione del proprio volgare: incapacità di giudizio o d'uso di esso; in- vidia per chi lo sa usare; vanità nel citare il volgare altrui; viltà d'animo.
CONVIVIO - Trattato I - Cap.XII - Dante cita le cause del suo amore per il volgare: due generative (la familiarità e la validità) che spiega in questo capitolo e tre accrescitive (beneficio, studio e consuetudine).
CONVIVIO - Trattato I - Cap.XIII - L'amore per il volgare è stato accresciuto dai suoi benefici, come veicolo alla scienza, dal suo costante studio e dalla consuetudine d'uso. Preparato il "pane", passiamo alle "vivande".
CONVIVIO - Trattato II - CANZONE PRIMA: "Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete" - Contrasto tra il ricordo dell'amore per Beatrice e quello per la donna pietosa che, allegoricamente, rappresenta la Filosofia.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.I - Si spiega come si debbano gustare le "vivande"; il testo delle canzoni può essere inteso nei sensi: let- terale, allegorico, morale e, infine, anagogico, a penetrare superiori verità.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.II - Dopo circa tre anni dalla morte di Beatrice, la donna annunciata alla fine della Vita Nuova (la Filosofia) occupò il cuore di Dante. Sono distinte la parti della Canzone proposta.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.III - Dante inizia a dare il senso letterale del primo verso. Cita la sequenza dei pianeti e dei cieli secon- do Tolomeo e gli scritti di Aristotele. Nel verso si allude al cielo di Venere.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.IV - Elencati i cieli, tratta delle entità che li fanno muovere, gli Angeli, intelligenze pure, riflettenti sulla terra le virtù divine. Dante cita i pensieri di Aristotele e di Platone.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.V - Questo capitolo è un piccolo trattato di angelologia. Qui le gerarchie angeliche sono esposte secondo Grego- rio Magno, mentre nel Paradiso Dante adotterà lo schema di Dionigi l'Areopagita.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.VI - Una volta chiarito che egli si è rivolto alla gerarchia angelica dei Troni, che muovono il cielo di Venere, Dante chiarisce il senso letterale della prima stanza della Canzone.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.VII - D. spiega il senso lette- rale della seconda stanza della Canzone, l'inizio del travaglio della sua anima. Poi giunge a salvarlo un nuovo pensiero che gli indica una donna che lo salverà.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.VIII - A proposito dell'amore terreno che si corrompe, Dante sospende la spiegazione della Canzone e tratta brevemente dell'immortalità dell'anima, evidente per diversi motivi.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.IX - Dante spiega il senso letterale della terza stanza ; continua il travaglio della sua anima tra l' "antico pensiero" e il "nuovo"; questo parlerà all'anima nella quarta stanza.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.X - Dante spiega il senso letterale della quarta stanza, nella quale il "nuovo pensiero" rassicura la sua anima e la invita a fidarsi della gentile donna venuta in suo aiuto.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.XI - Nella quinta e ultima stanza Dante si rivolge alla Canzone stessa, avvisandola che molti non capiranno il suo significato; si augura che costoro apprezzino almeno la sua bellezza.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.XII - Si passa al senso allego- rico della Canzone. Prostrato per la perdita di Beatrice, D., grazie allo studio di Boezio e Cicerone, trova salvezza nella Filosofia, qui in sembianze di donna.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.XIII - Ai primi sette cieli corrispondono le scienze del Trivio e del Quadrivio; tratta tali relazioni; in particolare, il terzo cielo citato nella Canzone corrisponde alla Rettorica.
CONVIVIO - Trattato II - Cap.XIV - Dai primi sette cieli, D. passa ai legami degli altri tre: Cielo stellato con Fisica e Metafisica; Cielo cristallino(Primo Mobile) con Filosofia Morale; Cielo empireo con scienza divina
CONVIVIO - Trattato II - Cap.XV - E' il terzo cielo, quello della Rettorica, che ha ispirato in Dante lo studio e quindi l'amore per la gentile donna, la Filosofia; è chiarito poi il senso allegorico di alcuni passi.
CONVIVIO - Trattato III - CANZONE SECONDA: "Amor che ne la mente mi ragiona" - Esaltazione della Filosofia come conforto della mente ed analisi dei rapporti tra il sapere filosofico e la mente dell'uomo.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.I - D. spiega perché intende lodare il nuovo amore, la Filosofia; la Canzone si compone di un proemio (stanza 1), della parte delle lodi (stanze 2,3,4) e del congedo dalla Canzone (stanza 5)
CONVIVIO - Trattato III - Cap.II - Nel proemio della Canzone D. dice: dell'ineffabilità del tema, della sua insufficienza a trattarlo, del rammarico di ciò. Premette l'analisi dei termini "amore" e "mente" al I verso.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.III - Dante tenta di spiegare la natura del suo nuovo amore, che riguarda la mente, funzione distintiva dell' uomo; la parola non può descrivere una tale esperienza, puramente intellettiva.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.IV - Sempre circa la I stanza, D. specifica i motivi dell'ineffabilità del suo amore e dice di non aver colpe, in quanto condizionato dai limiti umani sia nell'intendere che nel parlare.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.V - A proposito del primo verso della seconda stanza, Dante tratta del movimento del sole; citati i pensieri di Pitagora, Platone e Aristotele, lo descrive secondo le nozioni del suo tempo.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.VI - Dante spiega il senso letterale della seconda stanza della Canzone, ove iniziano le lodi della donna amata, beneficiata da Dio e apprezzata da coloro che l'hanno conosciuta.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.VII - Qui si chiarisce il senso letterale della terza stanza della Canzone. Nella donna oggetto del nuovo amore di D. discende la virtù divina, che la fa apprezzabile per sé e utile al mondo.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.VIII - Dante spiega il senso letterale della quarta stanza della Canzone. Continuando la lode della donna amata, dice che ella ispira ogni buona azione e si oppone sempre ad ogni vizio.
CONVIVIO - Trattato III - Cap IX - La quinta e ultima stanza è di congedo alla Canzone. Dante si accusa d'aver definito la donna qui lodata, in una ballatetta precedente, come "orgogliosa e dispietata"; certamente errava.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.X - Dante spiega il motivo dell'errore commesso mal valutando la donna ora amata; egli aveva giudicato secondo l'apparenza. Termina la spiegazione del senso letterale della Canzone.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.XI - Dante inizia a svelare l'allegoria della Canzone: la donna amata è la Filosofia. Il filosofo è "amante del sapere", d'un amore gratuito e profondo; non si è filosofi per diletto.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.XII - D. torna al primo verso della Canzone per chiarire il senso profondo di "amore", lo studio messo per la conquista di quella donna. Poi, dietro il termine "sole" è il concetto di Dio.
CONVIVIO - Trattato III - Cap. XIII - Approfondendo altri punti della Canzone, Dante fa notare che la sapienza, emanata da Dio agli angeli, separatamente, è vissuta dagli uomini a momenti e solamente da alcuni.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.XIV - Dante fa considerazioni particolari sulla Filosofia; la luce divina è riflessa all'uomo dagli Angeli; l'amore per la sapienza, se autentica, attenua o spegne ogni altro amore.
CONVIVIO - Trattato III - Cap.XV - Dante tratta ancora della sapienza che, per la natura dell'uomo, è per esso l'unica possibilità di fe- licità. La sua passata, errata opinione della Filosofia era frutto d'ignoranza.
CONVIVIO - Trattato IV - CANZONE TERZA: "Le dolci rime d'amor ch'i' solia" - Tratta della vera nobiltà, la quale non deriva da eredità o da antico lignaggio, ma dalla purezza di cuore e dalla virtù.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.I - Amare la Filosofia significa amare la verità e odiare la falsità, l'errore. L'errore più inviso è il falso criterio per definire la "nobiltà" dell'uomo, dovuto a scarsa intelligenza.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.II - Dante commenta il proemio della Canzone. Passando dalle rime d'amore alle dottrinali, si dovrà assumere uno stile "virile" e "sottile"; invoca la Verità, meta ultima della Filosofia.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.III - Dante nella seconda parte della canzone tratta della nobiltà e delle opinioni su di essa; secondo Federi- co II ("antica ricchezza e belli costumi") e secondo altri ("antica ricchezza").
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.IV - A proposito di Federico II, ultimo Imperatore romano, Dante sostiene che un Monarca unico, esente quindi da cupidigia, è condizione necessaria al benessere dell'intero genere umano.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.V - La provvidenza divina preparò la strada a che il mondo fosse guidato da un unico Monarca, il popolo romano, per creare un terreno adatto alla diffusione della verità di Cristo.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.VI - Affermata l'autorità dell' Imperatore, D. passa a considerare quella della Filosofia, attestata dai grandi filosofi; è utile che esse convivano e siano complementari nel governo mondiale.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.VII - E' opinione dei più che, per considerare nobile un uomo, sia sufficiente la sua discendenza da avi nobili. Si dimostrerà che questa è un'opinione falsa, contraria alla ragione.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.VIII - Per Aristotele "Quello che pare ai più, impossibile è del tutto essere falso"; egli alludeva a ciò che appare alla ragione e non ai sensi. Un ricco appare nobile solamente ai sensi.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.IX - A sostegno dell'opinione dell'Imperatore sul concetto di nobiltà, Dante argomenta per affermare che egli ha l'autorità per giudicare qualsiasi comportamento degli uomini.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.X - La sola "antica ricchezza" non può condurre alla nobiltà, in quanto sia la ricchezza che il tempo non sono causa di nobiltà; in particolare, la ricchezza non lo può perché è cosa vile.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XI - La ricchezza non è causa di nobiltà; si eredita per caso; d'altra parte l'uomo buono non potrà mai avere guadagni illeciti e raramente i leciti, poiché è distratto da altri interessi.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XII - Dante sostiene che la ricchezza non solamente è vile in sé, ma porta all'ansia di accrescerla e alla paura di perderla. Sorge il dubbio che anche la scienza offra analoghi rischi.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XIII - Circa il dubbio che, come la ricchezza, la scienza possa causare danni, Dante lo esclude, poiché essa non è desiderio di sapere sempre un'unica cosa e il sapere non può essere perduto.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XIV - Tornando alla opinione dei più per cui nobiltà è "antica ricchezza", Dante contesta che il tempo serva ad accrescere la nobiltà; questa non è cosa che possa essere ereditata.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XV - Se la nobiltà fosse ereditabile, allora saremmo tutti nobili o tutti villani, in funzione di come fu Adamo, visto che è accertato che la specie umana ebbe un'unica origine.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XVI - Si dirà ora della nobiltà vedendo in cosa essa consista e poi dove essa si trovi. In senso generale, essa è nella perfezione della natura, per ogni cosa, sia animata che inanimata.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XVII - Le virtù morali derivano dalla nobiltà; esse, secondo l'Etica di Aristotele in numero di undici, sono qui elencate; ad ognuna di esse corrispondono due vizi, per eccesso e per difetto.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XVIII - Dante afferma che tra la nobiltà e le virtù esiste una relazione di causa-effetto; ciò è plausibile come nei casi in cui più cose risultano contemporaneamente legate ad una sola.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XIX - Una prova che le virtù derivino dalla nobiltà sta nel fatto che dove è virtù è sempre nobiltà, mentre non è vero il contrario, come, ad esempio, avviene per la timidezza nei giovani.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XX - Si nota che le virtù sono effetto di nobiltà, ma anche di passioni. Infine, per la nobiltà, può desumersi una simile definizione: "è seme di felicità, messo da Dio ne l'anima ben posta".
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXI - Si dice di come la nobiltà discenda in noi. Dal punto di vista naturale tale "seme" viene dalla prima In- telligenza, per i cieli; da quello teologico è un dono dello Spirito santo.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXII - L'uomo deve impegnarsi a che il "seme di felicità" dia frutto. Secondo il principio per cui ogni vivente pensa al suo bene, l'uomo deve prima curare la sua parte più nobile, l'anima.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXIII - Si specula su quali siano i segni della presenza di nobiltà. Occorre distinguere quattro fasi della vita umana: l'Adolescenza, la Giovinezza, la Senettute (maturità) e il Senio.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXIV - Per l'Adolescenza (sino al 25° anno), la natura offre "disposizioni" alla nobiltà: l'"obbedienza", la "soavità", la "vergogna" e l'"adornanza corporale". S'inizia a dire della prima.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXV - All'obbedienza, utile nella educazione, devono accompagnarsi soavità di modi, che favorisce amicizie, timidezza che serve ad evitare gli errori e bell'aspetto che aiuta la socialità.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXVI - Nella giovinezza, cioè nella fase dai 26 anni ai 45, generalmente sono indice di nobiltà d'animo: la temperanza, la fortezza d'animo, la capacità d'amare, la cortesia e la lealtà.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXVII - Nella maturità, che va dai 46 anni di età ai 70, la nobiltà d'anima di un uomo è, generalmente, dimostrata da prudenza, senso di giustizia, liberalità e affabilità di modi.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXVIII - Il Senio, cioè la vecchiaia, dai 71 anni agli 80, è vissuta con serenità dall'uomo nobile, il quale si prepara alla morte come alla fine di un compito e ad un ritorno a Dio.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXIX - Per chiudere l'argomento della nobiltà, Dante riprova chi pretende cariche, in virtù della nobiltà del padre. Infine, spiega quale senso abbia il parlare di nobiltà di una città.
CONVIVIO - Trattato IV - Cap.XXX - Dante prende congedo dalla sua Canzone, attribuendole il titolo "Contra-li-erranti" e dedicandola alla sua nobilissima donna, la Filosofia, e alla amica di lei, la nobiltà.

 

 

 

 


   


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