Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Non era necessaria la sfera di cristallo

Firenze, 16 febbraio 2007



     No,  non serve la sfera di cristallo ;   basta far funzionare,  quanto possibile,  il proprio cervello.     Un paio di pensieri tratti da lettere del recente passato :

dalla lettera "L' Unione e le sue Primarie"  del 24 ottobre 2005 :
"... Per concludere,  una sensazione.   Ho paura che l’ Italia stia correndo un tremendo rischio :   qualora i partiti dell’Unione non rispondessero adeguatamente all’appello che il Paese ha con energia rivolto loro,  sarebbe molto probabile,  a breve,  il ritorno di una stagione di  terrorismo politico."

dalla lettera "Accompagnare l' Evoluzione e non subirla"  del 21 marzo 2006 :
"... Vogliamo,  forse,  che gruppi di uomini,  organizzati per spartirsi il potere sino alla loro consunzione,  ci portino a vivere tempi drammatici,  con drastici interventi della Magistratura  o,  peggio,  con il riaccendersi di una nuova stagione di terrorismo politico?
Queste preoccupazioni sono quelle di una persona moderata,  mite,  ma abituata,  per deformazione professionale,  alla razionalità."

     Non serviva la sfera di cristallo,  né troppa fantasia,  per fare quella previsione,  che,  puntualmente,  si è avverata.   Su quali basi poggiava quel triste presentimento?   Sulla insopportabile sensazione di impotenza  che prova un cittadino che  ha a cuore le sorti del proprio Paese  e che si sente  privato del diritto,  che un regime democratico dovrebbe garantirgli,  a concorrere effettivamente  alla scelta dei propri governanti.   Ciò dipende dalla organizzazione dei Partiti politici. Non mi si venga a dire che,  per votare la dirigenza di un Partito,  potrei iscrivermi ad esso ;   io non ho il dovere di militanza politica per mantenere il sacrosanto diritto di influire sulla scelta della dirigenza di un Partito che vorrò votare.   L'unica via per ottenere questo risultato consiste nel prevedere opportune "Primarie"  per la determinazione dei quadri dirigenti.   Gli statuti dei Partiti non lo prevedono?   Ciò significa che essi vanno modificati.

     In queste condizioni,  devo dire che,  se non fossi impedito da un completo rifiuto della violenza  e  da un istintivo rispetto per il prossimo,   non sarei fermo nella condanna del terrorismo.   La mia provocazione ha lo scopo di dimostrare quanto sia puerile e insensato liquidare il problema dando ai terroristi l'etichetta di  "delinquenti comuni"  e limitandosi ad intensificare l'azione repressiva.   È già avvenuto in passato ed abbiamo constatato che simili comportamenti non sono sufficienti ad estirpare il fenomeno,  che periodicamente riemerge.

     Per mettere meglio a fuoco il fenomeno è necessario aggiungere un paio di considerazioni.   Dato per scontato che la pur folta schiera di persone che,  incuranti delle sorti del Paese,  contano in un clima di diffusa illegalità,  non costituisce la maggioranza degli Italiani,  le persone oneste hanno ben compreso che la  piena responsabilità  dei disastri dei cinque anni trascorsi  e  della perdurante fortuna di Berlusconi  è dei Partiti della sinistra,  nessuno escluso.   Ebbene,  i leader di quei partiti sono ancora tutti lì.
Altra considerazione necessaria riguarda  i risultati delle Primarie dell' Unione.   È del tutto evidente che essi non sono stati ben valutati.   È stato un assordante grido di dolore dei cittadini :   "Vogliamo contare !!" ;   è stata una sorta di cambiale fatta firmare ai Partiti della sinistra.   Ebbene,  tale impegno non è stato onorato :   nulla di concreto è stato ancora fatto per cambiare l'organizzazione dei Partiti  e,  per giunta,  si è costretti a vivere in una continua,  sfibrante ansia per le sorti del governo Prodi.

     Dato il giusto peso alle prevedibili,  disoneste  e  stupide insinuazioni circa le responsabilità dei Sindacati,   è sin troppo evidente che  il fenomeno del terrorismo politico italiano è alimentato dalla carenza di respiro democratico nell'ambito dei Partiti politici della sinistra.

Alberto Acquaro


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