Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Desideri al cader delle stelle

Firenze, 10 agosto 2006



     Mi auguro che giunga presto il momento nel quale la maggioranza degli Italiani voteranno pensando al bene e alla dignità del Paese  e  non a privilegi personali o del proprio clan familiare.

     Spero che il senatore  Cossiga,  acquisisca,  con gli anni,  un po’ di senso dello Stato.

     Grato a lui per il debito pubblico di cui ancora godiamo,  spero che il senatore  Andreotti  si dedichi esclusivamente alla cura del benessere della propria famiglia.

     Vorrei,  un giorno,  vedere un governo di centro-sinistra senza la coppia  D’Alema-Melandri,  sempre presente non saprei dire per quali meriti.

     Vorrei tanto che  Berlusconi  si impegnasse nel dimostrare le sue capacità come imprenditore,  senza confidare nella politica per il successo delle sue imprese.

     Spero che i non pochi sprovveduti,  aspiranti furbi,  che ammirano e sostengono le persone che accumulano tanto denaro,  comprendano finalmente che  simili ricchezze sono create soprattutto a spese loro.

     Dio voglia che i politici italiani avvertano la vitale urgenza di garantire la  segretezza del voto, che oggi  in Italia non esiste   (si legga il messaggio  "Vitale importanza della segretezza del voto"  del 12.4.2006).

     Spero che le  dirigenze di tutti i partiti  politici presto siano  rigorosamente  dipendenti dai risultati di opportune,  periodiche  Primarie,  evitando così il perdurare di oligarchie di partito sempre uguali,  di sgradevole sapore sovietico.

     Vorrei tanto che la  Destra italiana  si ispirasse alla comprensibile aspirazione alla meritocrazia  e  che cessasse di essere punto di riferimento di quanti confidano in  ingiustificati privilegi,  nella  illegalità,  nell’ evasione fiscale  e  nel  pessimo funzionamento della Magistratura.

     Vorrei che la  politica  italiana divenisse una  Politica  mirante a sfruttare la migliore risorsa naturale del nostro Paese,  consentendo ai nostri ricercatori di poter dimostrare di essere i migliori al mondo e di poter operare,  volendo,  anche in Italia.

     Mi piacerebbe che tutti quegli Italiani che hanno giustamente gioito,  orgogliosi,  per la vittoria al campionato del mondo di calcio,  si sentissero,  anche,  un po’  umiliati  dalla continua pratica della illegalità  nel nostro Paese.

     Vorrei che il  Fiorentino medio   ( per fortuna,  esistono eccezioni )  perdesse una pessima abitudine che conserva,  con una rara pervicacia che fa riflettere,  da oltre 700 anni.   Egli,  pur conoscendo quasi nulla della persona di Dante e delle sue Opere,  non perde occasione per offendere la sua memoria,  ma è sempre pronto a volgere a lui l’attenzione per creare opportunità di  lucro.   Proprio in questi giorni ne abbiamo un esempio nella lettura della Commedia in Piazza Santa Croce a prezzi "popolari"   (lettura di un Canto per 15,  20 o 25 euro).   A tal riguardo,  qualche chiarimento lo si trova al Capitolo II di "Commedia 2000".

     Auguro a  Benigni,  forse mal consigliato,  di non perdere altre occasioni per  onorare  colui che tanto ama  e  di non dover mai assistere alla triste scena di una ragazza che,  con la Commedia in mano e dicendo di non avere il denaro per il biglietto,  mi domandava in quale strada nei pressi di Santa Croce avrebbe potuto udir meglio.

     Al cader dell’ultima stella,  esprimo il desiderio che i politici italiani guardino esclusivamente all’interesse del proprio Paese e  non a quello di altri Stati   (si pensi all’adesione alla guerra in Iraq  oppure  al comportamento dei cattolici meno illuminati) ;   vorrei anche che la politica non fosse condizionata da personali  sentimenti di odio  nei confronti di alcuni paesi,  come gli USA,  il che non significa affatto condividerne la politica.


Alberto Acquaro


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"DANTE 2000" - Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro

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