Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Un politico si giudica dai risultati delle sue azioni

Firenze, 10 dicembre 2007



     Sembrerebbe qualcosa di ovvio,  su cui non valga la pena discutere,  ma in Italia questo spesso non è vero,  troppo spesso per non giungere alla conclusione che  il popolo italiano non ha ancora una sufficiente maturità civica.

     A parte il caso a sé di Berlusconi,  che fonda le sue certe fortune politiche sulla enorme massa di evasori fiscali o di quanti aspirano ad esserlo,  parassiti della nostra società,  che pretendono di godere gratuitamente dei suoi servizi,  a parte questo caso,  che si commenta da sé,  qui ci riferiamo a casi meno abnormi,  ma forse più gravi  in quanto bloccano il sano funzionamento della politica,  che renderebbe impossibile l’assurda esistenza di un  “partito dell’evasione fiscale”   e   avvierebbe l’Italia a una vita politica normale,  cioè paragonabile a quella della maggior parte degli altri paesi europei.

     Devo ammettere,  con grande rammarico,  che i casi in questione si sono verificati nell’area della Sinistra italiana.   Non essendo,  per fortuna,  costretto ad usare un fare diplomatico,  posso liberamente fare nomi e cognomi:   Massimo D’Alema   e   Fausto Bertinotti .
Proviamo a verificare,  con serenità,  l’ovvio criterio espresso nel titolo di questa lettera su questi due inamovibili uomini politici che si dichiarano di Sinistra.
Il primo,  dotato di notevole astuzia (certamente non pari a quella di Berlusconi),  avendo allontanato dagli incarichi di partito i concorrenti che riteneva pericolosi,  alla guida del PDS,  ha condotto la Commissione Bicamerale,  con l’unico risultato di legittimare Berlusconi a protagonista della vita politica italiana,   e ha fatto perdere tre milioni di voti al suo partito,  bacino di voti non più recuperato.
Il secondo,  dotato di ottima dialettica e desideroso sino al narcisismo di essere sempre al centro dell’attenzione,  leader di quanti si dicono votati al miglioramento della vita dei più bisognosi,  nel ’98,  sommerso dagli applausi dei parlamentari dell’opposizione di destra,  spalanca la porta ai cinque anni del governo Berlusconi,  che porterà a un massiccio trasferimento di risorse dai cittadini più bisognosi a quelli più agiati.   Nonostante questo, il nostro politico resta leader del Prc;   viene poi eletto Presidente della Camera e,  non mostrando alcun rispetto per le Istituzioni,  non si astiene dall’agone politico,  sino a “sancire”,  in una intervista,  la fine del governo Prodi.
Sembra di vivere un brutto sogno,   un incubo!

     Nonostante i risultati delle loro azioni,  i due politici in questione sono ancora lì.   Il primo,  è Presidente dell’ancora non cessato DS  e  Ministro degli Esteri;   il secondo  è tuttora considerato il leader dell’ “estrema sinistra”,  tanto che si è detto che  “non è ancora dichiarato guida della costituenda federazione dell’estrema sinistra solamente in quanto sta ricoprendo un altro incarico”.     Non è un incubo?

Alberto Acquaro


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