Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro

L’ Unione e le sue Primarie

Firenze, 24 ottobre 2005



      I risultati del tutto inattesi delle recenti Primarie indette dall’Unione impongono un’attenta riflessione, che porti a comprenderne il messaggio sotteso.   Proviamo a considerarne tre diversi aspetti:   l’entità della partecipazione,   il 74% a Romano Prodi  e  il rilevante contributo economico.

      Quattro milioni e trecentomila, a fronte della previsione di un milione.  E i tre milioni in più? A me riesce naturale collegare in qualche modo tale numero a quello degli elettori persi dai DS nelle ultime elezioni politiche   ( essendo uno di quegli elettori, credo di essere in grado di comprendere le motivazioni sia del mancato voto di allora che dell’adesione alle Primarie ).  Se così fosse, come suggerisce la ragione, il totale sarebbe costituito dagli elettori "organizzati" dai partiti   ( tanto che ne era stato previsto il numero ),  i quali ne hanno seguito le indicazioni, a prescindere da quali esse fossero,  e poi dal foltissimo (per fortuna) gruppo di persone di Sinistra, dotate di un bagaglio di consapevolezze superiore a quello medio, che intendevano mandare un messaggio agli uomini politici dei partiti.   Si tratta di una opportunità forse unica,  che potrebbe non ripetersi.   E’ essenziale che esso venga raccolto e rispettato alla lettera,  in quanto viene dalle persone che costituiscono la base della futura Sinistra italiana.

      E’ fin troppo ovvio che  il 74% di preferenze,   a prescindere dalla persona alla quale sono state indirizzate,   dà sostanza al messaggio:   è una richiesta inequivocabile di unità.   E’ importante notare che tale altissima percentuale non ricorda affatto la molto sgradevole sensazione che mi ha dato quell’82% di recente memoria,  al Congresso DS;   in questo caso,  essa è risultata in gran parte da persone non iscritte ad alcun partito.   Il considerare l’unità quale priorità assoluta dei partiti dell’Unione costituisce l’unica maniera che essi hanno per farsi perdonare la raccapricciante esperienza degli ultimi 5 anni,  della quale portano la piena responsabilità.   Sarà manifesto a tutti, persino ai meno consapevoli,  che chi non rispetterà questa priorità assoluta,  lo farà per servire propri interessi e/o,  nei casi più immorali,  interessi di altri,  contrari a quelli degli Italiani.

      Infine, credo che non sia di poco conto il significato dell’entità della somma relativa ai contributi volontari.   Non si è trattato di un regalo.  Cittadini,  la maggioranza dei quali ha seri problemi economici, che hanno messo mano al proprio portafogli,  pretendono un ritorno e si può facilmente prevedere la loro reazione se le loro aspettative andassero deluse.   In ogni caso,  è importante cogliere il significato ultimo di tale dato:   essi sentono lo Stato,  vivaddio,  come cosa propria e non molleranno facilmente la presa.

      Per concludere,  una sensazione.   Ho paura che l’Italia stia correndo un tremendo rischio:   qualora i partiti dell’Unione non rispondessero adeguatamente all’appello che il Paese ha con energia rivolto loro,  sarebbe molto probabile,  a breve,  il ritorno di una stagione di terrorismo politico.
Se si verificasse tale malaugurata ipotesi,  la piena responsabilità ricadrebbe su quanti non saranno stati capaci di anteporre ai loro piccoli interessi l’interesse del nostro Paese.

Alberto Acquaro


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