Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Ruolo storico del Partito Democratico

Firenze, 29 settembre 2007



     Sentiamo ancora l’eco del dibattito dello scorso anno sull’anomalo  e  “inspiegabile”  successo del “Codice da Vinci”  di Dan Brown,  successo dalle enormi proporzioni,  non giustificate dalla valenza letteraria dello scritto  né dall’audacia delle sue tesi   (avevamo avuto già numerose pubblicazioni altrettanto dissacranti).   Oggi,  in un mare di confusione,  si ricercano con affanno i reali motivi dell’insorgere improvviso in Italia dell’ “antipolitica”.
La risposta è paradossalmente semplice:   non si ha ancora consapevolezza  di vivere  la seconda Rivoluzione del Pensiero (vedi "COMMEDIA 2000"),  che comporta  mutamenti a carattere esplosivo  e  su scala globale.   Fra tali mutamenti,  il più rilevante consiste in un  salto del grado di consapevolezza delle masse;   quella consapevolezza che era patrimonio di una élite di persone sta divenendo patrimonio delle masse.

     È dagli anni ’90 che lo scrivente parla esplicitamente di questo evento epocale,  che,  pur in maniera virulenta e con un tributo di vittime,  come avviene in ogni rivoluzione,  comporta uno straordinario balzo in avanti nella nostra evoluzione.   Come era prevedibile,  il mondo della ricerca sta per conseguire coscienza di tale evento,  il che è provato dal notevole e crescente interesse,  da molti paesi,  rivolto agli scritti che trattano l’argomento,  messi a disposizione nel sito http://www.dante2000.it/ .   Riportiamo solamente alcuni dati relativi a tale interesse,  a livello sia di singoli  che di  gruppi di studio,  dati ordinati per frequenze di visite  e  relativi ai paesi più coinvolti :
Stati Uniti:   con frequenze di visite mediamente quattro volte quelle registrate dall’Italia  (interesse diffuso e di gruppi di studio)   /   Italia:   interesse diffuso   /   Svezia:   gruppi di studio   /   Francia: interesse diffuso   /   Germania:   interesse diffuso   /   Australia:   gruppi di studio   /   Inghilterra: gruppi di studio   /   Corea del sud:   gruppi di studio.
È da notare che gli scritti che trattano la Rivoluzione del Pensiero sono  solamente in lingua italiana.   Con una punta di amarezza,  occorre dire che colpiscono un paio di circostanze:   a.  l’assenza dell’Africa e dell’America latina ;   b.  l’assenza,  nonostante il sicuro vantaggio della lingua,  di interesse a livello di gruppi di studio dall’Italia.   Quest’ultima circostanza,  a nostro avviso,  è indicativa dello stato del mondo accademico italiano.
Va precisato che lo scrivente non attendeva certo questi riscontri per radicarsi nelle sue convinzioni,  avendo già avuto,  nell’ambito delle sue ricerche,  numerose conferme sperimentali  degli effetti correnti della Rivoluzione in questione.

     Detto anche che non deve sorprendere il fatto che noi Italiani,  grazie alla nostra tradizione culturale,  stiamo recependo il portato della Rivoluzione con leggero anticipo sugli altri,  veniamo alla questione della cosiddetta “antipolitica”.
Premesso che un risultato del  “terremoto”  (oggi stiamo vivendo le scosse di assestamento)  consiste nel fatto che  la massa dei cittadini non può più essere oggetto della Politica  (come è stato sinora,  nonostante quanto è scritto nella Costituzione),  ma  deve divenirne il soggetto,   viene da dire che il giudizio andrebbe ribaltato:   “antipolitica”  è l’azione degli attuali Partiti  e  Politica è quanto oggi pretendono le masse,  che si quieteranno solamente quando otterranno il ruolo che oggi  compete loro:   essere protagonisti,  nelle loro individualità,  dei loro destini.   Parlare delle malefatte degli attuali politici significa sfiorare solamente il problema reale;   l’unica azione sensata sta nel prendere atto della nuova situazione  e  voltare pagina.
Allo scopo di completare la cronaca di quanto sta avvenendo in Italia,  va detto che si è attuato uno schema ricorrente nella logica dell’evoluzione:   il superamento di ogni grave disfunzione è sempre preceduto da una sua fase parossistica.   Nel nostro caso,  essa si è concretizzata con l’avvento in politica di Berlusconi,  che ha mirato e mira a far prevalere interessi privati sugli interessi della collettività.

     Veniamo ora al reale scopo di questo breve messaggio.   La costituzione del  Partito Democratico,  nel contesto di cui si è detto,  assume una  importanza storica decisiva.   Sarebbe imperdonabile non tenere rigorosamente  in conto la vera novità della nostra epoca.
La circostanza che sia stato un comico a veicolare le istanze della nuova massa è da considerarsi del tutto naturale  ed  è indispensabile che tali istanze siano ascoltate  e  fatte proprie con intelligenza.   Un esempio:   la proposta del  “limite delle due legislature”  è una rozza reazione,  ma nasconde una esigenza più che legittima;   la Politica deve servirsi di tecnici professionisti  e  non di politici professionisti.
Attenzione:   il progetto dei  “Circoli della libertà”  della Brambilla  è una risposta al fenomeno in questione;   sta operando l’ astuzia.   Nel Partito Democratico devono operare l’ intelligenza,  la tempestività  e  il  rigore.
L’intelligenza e non l’astuzia consentirà di sfruttare un vantaggio della Rivoluzione in atto:   dal nuovo punto di osservazione offerto da essa  risultano accresciute enormemente le capacità di previsione dei fenomeni di massa.
Concludiamo con un timore,  forse legittimo.   Il protagonismo dei cittadini non deve limitarsi alla composizione della dirigenza del Partito a livello nazionale,  ma  deve estendersi a tutti i livelli inferiori.

Alberto Acquaro


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