Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Vite parallele  di  esseri perdenti


Firenze, 6 novembre 2008

     Alle volte risulta utile cogliere  comportamenti simili,  al fine di poter prevedere gli eventi.   Ad esempio,  la cronaca recente propone un caso del genere,  che coinvolge  Clemente MastellaSilvio Berlusconi.

     Rammentiamo tutti la storia ultima di  Mastella,  che ci aveva abituati a pronti e disinvolti cambiamenti di alleanze politiche,  miranti sempre ad occupare posizioni di potere,  dimostrando una totale assenza di ideali politici,  di rispetto dei cittadini italiani  e,  soprattutto,  di rispetto di se stesso.
L’ultimo disinvolto salto era stato pensato al secondo anno del governo Prodi,  contribuendo alla sua caduta  e  preventivando,  sondaggi alla mano,  di passare allo schieramento avversario  e  conservare un suo personale potere nel governo seguente.   Il buon Clemente è votato all’ astuzia,  cattivo surrogato dell’ intelligenza,  che, al contrario,  gli avrebbe suggerito di porre un limite ragionevole a questi suoi comportamenti  e  di non cadere nel risibile,   cosa per lui impossibile.
Il risultato,  assolutamente inatteso dal nostro,  fu quello di provocare tale disprezzo generale,  da disgustare anche gli stomachi più abituati ai comportamenti scorretti.
Per il povero Clemente la cuccagna era finita.

     Ciò che è accaduto a Mastella,  in campo nazionale,  sta per accadere,  in campo internazionale,  ad un altro essere votato all’ astuzia,  a  Berlusconi,  che sembra avere tutte le caratteristiche del collega.
Dopo una lunga attività “politica”,  condotta fidando nella dabbenaggine di una grande massa di “cittadini” italiani,  egli non ha capito che occorreva porre qualche limite ai suoi comportamenti astuti. Dopo la veramente poco intelligente idea del decreto legge sulla scuola e dei relativi tagli,  il Silvio ha impietosamente mostrato tutti i suoi limiti in occasione delle elezioni presidenziali USA.
Il 12 ottobre scorso,  alla Casa Bianca,  in occasione del Columbus Day,  il nostro dichiara:  "La storia dirà che George W. Bush è stato un grande,  grandissimo presidente degli Stati Uniti".   Il 3 novembre,  preso atto degli ultimi sondaggi,  gli stretti collaboratori di Berlusconi dichiarano concordi,  in TV,  di parteggiare per Barack Obama,  facendo intendere che tale era la posizione del Pdl  e  suscitando la manifesta ilarità dei presenti.   Un minimo di intelligenza avrebbe suggerito di evitare quelle dichiarazioni,  non richieste e offensive nei confronti di chi ascolta,  evidentemente trattato da deficiente.
A Berlusconi toccherà,  a breve,  un destino analogo a quello toccato a Mastella.   Il giudizio corrente,  di  “inadeguatezza”,  riservato all’estero al capo del governo italiano si muterà in quello di “risibilità.
Per il povero Silvio la cuccagna sta per finire.


Alberto Acquaro


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