Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


L’ Italia  e  la pena di morte

Firenze, 23 dicembre 2007



     Non deve sorprendere che l’ Italia,  patria del  Diritto  e  del  Rinascimento ,  sia stata promotrice della battaglia per l’abolizione della pena di morte,   come non sorprende che il  Granducato di Toscana  fu il primo stato al mondo ad abolire la pena capitale,  il 30 novembre 1786,  con l'emanazione del nuovo codice penale toscano.   Sono due pietre miliari della strada percorsa dall’ Italia nel corso dell’evoluzione.

     Il recente successo,  il voto di approvazione espresso dall’Onu sulla moratoria per la pena di morte,  è in sintonia con quanto si può intravedere dal  nuovo punto di vista  offerto dalla  seconda Rivoluzione del Pensiero in corso, della quale ancora non si ha diffusa coscienza (vedi Cap. X di “COMMEDIA 2000”).   Della strada sulla quale si muove l’Italia, la Storia ci mostra il tratto percorso,  mentre dal  nuovo punto dei vista  possiamo intravedere il prossimo tratto da percorrere.   Non abbiamo acquisito “poteri magici”;   sta semplicemente (?) accadendo che,  per la prima volta nella breve storia dell’umanità,  siamo nella condizione di iniziare ad  “esplorare”  la mente dei nostri Progettisti,  il che rende possibile avanzare previsioni relative alla prossime fasi dell’evoluzione.   Dire che la corrente fase evolutiva segna una svolta epocale non rende a sufficienza la misura dell’ eccezionalità del momento.

     Come mi è capitato di dire altrove,  l’Europa e,  in particolare,  l’ Italia,  sembrano destinate a guidare le prossime fasi evolutive dell’umanità.   A conferma della ragionevolezza di questa previsione,  stiamo registrando diversi eventi,  che possono essere tutti interpretati come passi in quella direzione :
   -   il pur faticoso processo di gestazione dell’ Unione Europea ;
  -  il lento, ma ineluttabile, processo di affermazione del concetto di  Laicità,  inteso nella sua corretta accezione,  che impone alle Religioni positive di non occuparsi della politica degli Stati  e  agli Stati di garantire la massima libertà di professione di ogni Religione ;
  -  lo  stato di purulenza del comportamento civico  di una rilevante parte del popolo italiano,  purulenza  che precede la soluzione della grave ferita alla Democrazia.

     Nel corso dell’evoluzione risulta ricorrente questo decorso:   la soluzione di una disfunzione è sempre preceduta da una fase parossistica  (la purulenza di cui si diceva).   Questo sta accadendo in Italia anche a proposito della Laicità, con il crescendo degli interventi delle gerarchie ecclesiastiche su questioni di competenza della Politica.

     Vale la pena spendere qualche parola a proposito del terzo punto,  relativo al comportamento civico degli Italiani.   Bisogna riconoscere a Berlusconi il merito di aver fatto  uscire allo scoperto  la moltitudine di individui che ambiscono  a farsi mantenere  dagli Italiani onesti;   addirittura essi sono stati indotti a rappresentare l’ossatura di un grande  “partito politico”,  che si ispira a un valore assolutamente nuovo e imprevedibile,  l’ evasione fiscale.   Finalmente essi non sono più roditori nascosti,  si sono adunati,  sono riconoscibili  e  possono così godere dell’ammirazione di tutti noi poveri sprovveduti.

Cari auguri,     Alberto Acquaro


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