Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Michelangelo  e  la Rivoluzione del Pensiero

Firenze, 1 febbraio 2007



     Il brano seguente Ŕ un  Commento  tratto dal Sistema  "I Vangeli per gli Ultimi".   ╚ stato riportato qui in quanto la  Rivoluzione del Pensiero  (vedi Capitolo X di "Commedia 2000")  avrÓ sicuramente rilevanti implicazioni nel nostro prossimo vivere  sia individuale  che sociale.


     Gli affreschi di Michelangelo nella volta della Cappella Sistina costituiscono una efficace esemplificazione di come  nella mente dei grandi geni dell'umanitÓ siano chiari concetti basilari della nostra evoluzione,  concetti di cui il genere umano prende coscienza faticosamente e con estrema lentezza.   In questo senso le intuizioni geniali sono  tracce di un soffio divino  ed  escono dai limiti temporali imposti all'uomo.

     Se fissiamo l'attenzione sugli affresci relativi alla creazione,  possiamo vedere che nella mente di Michelangelo erano chiari diversi concetti  che la nostra societÓ sta per acquisire soltanto oggi,  con una inimmaginabile fatica,   vale a dire la  nuova visione del nostro mondo propostaci dalla attuale Rivoluzione del Pensiero.   Ancora una volta risulta verificato il principio intuito da Copernico :   gli schemi della Natura sono sempre   semplici,   eleganti   e  atti a spiegare una vastissima gamma di fenomeni.   L'artificiosa complessitÓ delle dottrine,  indice dei limiti dell'uomo,  Ŕ origine di interminabili diatribe,  spesso condizionate da ambizioni di potere,  che non portano mai alla soluzione di problemi di conoscenza.

     Qui limitiamoci ad una  "quasi telegrafica"  elencazione di alcuni punti di contatto tra  l'opera di Michelangelo  e  la Rivoluzione del Pensiero.


     Contrariamente a quanto accade nelle precedenti fasi della creazione  ("La separazione della luce dalle tenebre"   e   la "Creazione del sole, della luna e della vegetazione"),  nelle quali l'intervento di Dio Ŕ raffigurato come istantaneo e risolutore,   nel caso della  creazione degli esseri viventi complessi  e,  in particolare,  dell' uomo  (il pi¨ sofisticato fra essi e quindi preso a simbolo),   la creazione non si esaurisce in un atto istantaneo;   le dita di Dio e dell' uomo tese quasi al contatto indicano un  rapporto di creazione continua;   in cosa consista tale creazione continua Ŕ chiarito nel lato destro della scena;   il Creatore appare su uno sfondo che vuole rappresentare  l'intelligenza;   la creazione consiste in un  continuo  trasferimento di intelligenza.     Data la sua approfondita conoscenza dell'anatomia umana,  Ŕ chiaro che l'artista vuole raffigurare un cervello.     Il gruppo di angeli attorno la figura di Dio crea una sagoma incredibilmente simile all' immagine di una sezione sagittale del cervello umano.     Il primo a segnalare tale somiglianza Ŕ stato il neurologo  Frank Lynn Meshberger,  del St. John's Medical Center in Anderson, Indiana (USA),  che ha descritto i tanti fattori di somiglianza sulla rivista  "Journal of American Medical Association".   A mio avviso,  il particolare pi¨ significativo Ŕ costituito dal panneggiamento verde alla base,  che non ha alcuna altra funzione se non quella di descrivere il corso dell'arteria vertebrale.


     Ebbene,  il concetto di  creazione continua,  che oggi fatica tanto a farsi strada fra gli "addetti ai lavori",  Ŕ una delle conclusioni alle quali conduce con immediatezza e semplicitÓ la  Rivoluzione del Pensiero in atto.   Sempre a mio modesto avviso,  nella composizione della Creazione dell'uomo Ŕ,  forse,  individuabile un altro concetto importante,  ovvio nell'ottica della Rivoluzione,  ma che incomincia ad affermarsi anche nel mondo accademico tradizionale :   non esiste "l' intelligenza", ma esistono "le intelligenze",  ossia,  non una capacitÓ generalizzata di soluzione dei problemi, ma distinte abilitÓ per diversi tipi di attivitÓ.   Non Ŕ dato di sapere se Michelangelo fosse consapevole di tale caratteristica del cervello umano,  ma non Ŕ neppure da escludere che egli volesse dir proprio questo,  rappresentando  un nutrito gruppo di angeli dietro la figura del Creatore.

     A proposito di tale caratteristica dei grandissimi geni,  di possedere nella loro mente schemi basilari della Natura,  di essere in grado di gestirli in modo da comunicarli,  tramite diversi linguaggi,  spesso quelli artistici,  suscitando sentimenti di autentica religiositÓ,   Ŕ il caso di ricordare che,  a tal riguardo,  Dante  rappresenta un esempio mai eguagliato   (se ne dice alla fine del Capitolo X di "Commedia 2000").

Alberto Acquaro


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"DANTE 2000" - Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro

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