Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Una riflessione su  "Il codice da Vinci"

Firenze, 25 maggio 2006



     Il reale motivo del crescente interesse per la pubblicazione di Dan Brown non è tanto nel suo scritto,  quanto nel fenomeno di massa che esso ha innescato.   Ho seguito diversi dibattiti sull’ argomento ;   ho ascoltato tante domande legittime e poche risposte convincenti.   La domanda conclusiva era sempre questa :     in passato abbiamo letto non pochi scritti che proponevano interpretazioni altrettanto "audaci" della storia del Cristianesimo,  ma nessuno di essi ha suscitato tanto interesse ;   perché?   Le dimensioni abnormi del fenomeno non possono essere giustificate
da nessuna delle caratteristiche letterarie dell’opera ;   e,  allora,  perché?

     Ascoltando quei dibattiti,  mi sembrava di vedere degli uomini bendati,  che si aggiravano nei pressi della linea del traguardo e non riuscivano a fare il passo nella direzione giusta per tagliarlo.   Guarda caso,  è la stessa sensazione che ho provato assistendo,  ultimamente,  a dibattiti sulla annosa disputa tra Creazionisti ed Evoluzionisti.   Può darsi che entrambi i casi siano spiegabili mediante un’unica argomentazione.

     Tornando alla prima questione,  si diceva che opere analoghe,  anche nel recente passato,  non hanno avuto un impatto sulla massa paragonabile a quello che sta avendo  "Il codice da Vinci" ;   perche?   A questo punto, la logica impone una sola possibile risposta :   è mutata la massa.
Ma questa risposta non è stata neanche presa in considerazione,  in quanto è contro il senso comune :   mutazioni significative della massa seguono i tempi tipici dell’evoluzione  e questi sono lunghissimi,  dell’ordine,  almeno,  di centinaia di anni.   Questo è vero,  tranne in occasione di eventi eccezionali.   Ecco,  infine,  la risposta :

                                        stiamo vivendo una Rivoluzione del Pensiero ,

nella quale i tempi di trasformazione di alcune caratteristiche della società umana sono brevissimi,  quasi istantanei ;   quello che normalmente avviene in centinaia o migliaia di anni,  in occasione di questi  "eventi catastrofici"  (ricorrendo alla metafora dei terremoti),  può compiersi nell’arco di appena qualche decina di anni.

     Una Rivoluzione del Pensiero è causata dall’ acquisizione di un  nuovo punto di osservazione  dei fenomeni naturali.   È come se,  da sempre abituati a vivere in una foresta,  di colpo,  fossimo portati  (da un elicottero?)  a guardarla dall’alto.   Da lì,  potremmo vederne i sentieri,  i corsi d’acqua per l’intero loro percorso  e  persino i confini ;   da lì, saremmo in grado di comprendere meglio la complessità della sua vita  e  persino di prevedere alcuni suoi eventi.

     Oggi già cogliamo i primi frutti di questo eccezionale e straordinario evento della nostra evoluzione,  di questa Rivoluzione del Pensiero già in atto,  di cui ancora l’uomo,  pur vivendola e subendola,  non ha ancora acquisito diffusa consapevolezza ;   solamente da qualche occasionale punto di osservazione privilegiato  (senz’altro appartenente al mondo della progettazione del software) l’uomo è in grado di intuirne l’accadere.
Personalmente,  quello che credo di aver compreso lo si può desumere dalle  "Dispense del Corso per Ricercatori",  che possono essere liberamente prelevate da questo Sito Web.

     Tornando,  per concludere,  a  "Il codice da Vinci",  mi sono chiesto in cosa la massa sia  (inconsapevolmente)  cambiata  e  quale sia il vero fine di questa mutazione.   Usufruendo del nuovo punto di osservazione dei fenomeni,  al quale mi sto abituando,  mi riesce più naturale vedere prima il fine perseguito dall’Evoluzione e sono convinto che esso riguardi il  rapporto dell’uomo con il suo Trascendente,  la funzione chiave del processo evolutivo,  il vero  motore del progresso  del genere umano.
Questo rapporto coinvolge,  per sua natura,  la  sfera individuale  dell’uomo e,  perché esso sia effettivo e fruttuoso,  necessita di una adeguata capacità dell’individuo ;   finora tale capacità non era una caratteristica di una quantità significativa di uomini,  non era un "attributo di massa" ;   un rapporto effettivo con il Trascendente era una  esperienza vissuta da una élite.   A tale carenza della massa,  che pure doveva vivere un suo rapporto con il Trascendete,  l’Evoluzione rispondeva con soluzioni sostitutive temporanee,  sempre adeguate allo stato corrente di maturazione delle masse,  sino alle Religioni positive monoteistiche,  diverse,  perché diverse erano le culture.
Tali soluzioni,  con il tempo,  hanno mostrato il loro comune limite ;   hanno subito un continuo processo degenerativo,  dando luogo ai fondamentalismi religiosi,  miranti al controllo delle masse,  sino alla fase parossistica dei nostri giorni.

     Con la Rivoluzione del Pensiero accade qualcosa di epocale,  uno straordinario evento :   per la prima volta è disponibile  a tutti gli uomini  un nuovo punto di osservazione,  grazie al quale ognuno di noi è in condizione di stabilire  un diretto e naturale rapporto  con il Trascendente,  senza essere costretto alla mediazione di altri uomini che propongono  "particolari verità rivelate".   Le masse,  ancor prima di prendere coscienza,  a livello razionale,  del loro nuovo stato,  stanno iniziando a "sentirlo",  a livello inconscio.
Questo è il vero motivo dell’apparentemente inspiegabile fenomeno di massa innescato da  "Il codice da Vinci",  sintomo di una Rivoluzione,  della quale,  inevitabilmente,  parleremo ancora.

Alberto Acquaro


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