Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


“Viva l’ Italia”,  commedia all’italiana in quattro atti

Firenze, 15 maggio 2008


     Il discorso di insediamento di Berlusconi alla Camera apre il quarto atto della commedia all’italiana.   Un sorprendente clima di distensione,  un anelito alla collaborazione con l’opposizione per il supremo bene dell’amato Paese,  persino con la massima espressione di umiltà mostrata con l’invocazione dell’aiuto di Dio.   Sogno o son desto?   Il giorno seguente mi ha fatto uscire dal sogno una frase di un esponente del Popolo delle libertà,  non rammento chi,  di questo tono:  “È bello pensare a un clima di collaborazione per  quattro  anni;  al quinto anno si riprenderà a litigare.   È stato come un lampo;   quel  “quattro”  ha avuto l’effetto di illuminare la mia provata mente,  non adusa ai  disegni diabolici  di un uomo con particolare vocazione all’astuzia.

     Come espresso nella lettera  “I limiti dell’ astuzia e il difficile compito del PD”  del 25 aprile,  per il Cavaliere si prospetta un avvenire tutt’altro che semplice;   questo il nostro l’ha compreso e tenta di convertire le sue evidenti difficoltà in un disastro per i suoi avversari,  operazione già riuscita nel passato grazie alle incapacità,  prima della Sinistra moderata di un tempo  e  in seguito della Sinistra radicale.   Nella sostanza,  la proposta di  “collaborazione per il bene del Paese”  mira ad ottenere tre risultati eccezionali :

1.  La  conservazione del potere per l’intera legislatura.   L’impegno nelle  “ampie riforme condivise”,  fatto durare ad arte per quattro anni,  infatti,  costringerebbe tutte le parti a non assumere la responsabilità del loro fallimento.   Naturalmente resterebbe sempre disponibile,  per il nostro,  l’opzione del mandare,  eventualmente,  all’aria il tavolo,  come già avvenne per la Bicamerale.
2.  Il sicuro  logoramento del Partito Democratico,  che perderebbe consensi in maniera sensibile.
3. La creazione delle condizioni per la realizzazione del suo sogno,  la  elezione alla Presidenza della Repubblica   (la coincidenza dei tempi sarebbe perfetta).

     Quello che posso augurare all’Italia è che la Dirigenza PD risponda adeguatamente e che non cada nella tentazione di sognare scenari non realistici.   All’astuzia occorre rispondere con l’astuzia;   l’intelligenza e la lealtà vanno riservate a persone che le meritino.

Alberto Acquaro


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