Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Altro frutto avvelenato del trionfo dell’ astuzia

Firenze, 10 febbraio 2007



     A seguito della lettera del  20.11.2006  “Come abbiamo ‘segnato’ milioni di nostri bambini”,  scritta a proposito dei disgustosi fenomeni di “bullismo” registrati fra i nostri adolescenti,  ecco una ulteriore dolorosa conferma del fenomeno trattato che ci giunge da Catania.   È facile prevedere che,  purtroppo,  non sarà l’ultima.   Lì ci si domandava:   “È mai possibile che i fatti vissuti negli ultimi cinque anni non abbiano lasciato alcuna traccia nell’evoluzione della nostra società?”.   L’aver sottoposto per tanti anni i nostri bambini al messaggio martellante che l’astuzia viene premiata, che risultano vincenti comportamenti miranti al costante  discredito della Giustizia e dei suoi rappresentanti,  ha condannato parte di una generazione al culto della illegalità.   Avendo consentito tutto questo,  per tanti anni ne subiremo le conseguenze e,  a difesa della società,  saremo costretti ad usare sistemi repressivi  e  limitanti la libertà di tutti.   Quando capiremo che le leggerezze,  lo scarso senso dello Stato nell’affidare il governo del Paese a persone astute per vocazione,  sono errori che si pagano duramente e per lungo tempo?


     È un caso che l’ultimo episodio sia accaduto a Catania?   Assolutamente,  no.   Essendo nato proprio lì,  ho sempre seguito con particolare attenzione la storia dei miei conterranei.   In altri scritti (vedi lettere del 29.3.2006 e del 2.11.2006)  mi è capitato di accennare alle caratteristiche anomale del popolo italiano,  di quello siciliano in particolare e,  ancora più in particolare,  di quello della costa orientale della Sicilia.   Detto in maniera telegrafica,  le vicende storiche delle varie popolazioni hanno portato a mutazioni genetiche,  con il seguente risultato :   un abbassamento del tasso di mediocrità ; in altre parole,  ad una rilevante frequenza di individui di spiccata creatività e ad un’altrettanto rilevante frequenza di individui particolarmente “indifesi”.   Se dovessi poi,  sulla base della mia esperienza,  individuare il picco di tale fenomeno,  non avrei dubbi :   Catania .

     Facciamo qualche osservazione sull’episodio in questione,  alla luce dei dati sinora noti.   Del gruppo dei responsabili individuati, più di un terzo sono minorenni,  il che già costituisce un fatto anomalo.   Il contesto dell’episodio e il suo seguito dimostrano che il tifo calcistico,  estraneo al fatto,  è preso come pretesto per creare un clima di confusione,  nel quale si è generato non uno scontro con la Polizia,   ma,  piuttosto,  un  assalto  alle forze dell’ordine.
È anche da dire che ogni collegamento tra questo episodio e i passati fatti di Genova non ha alcun senso ed è chiaramente strumentale.

     Per concludere, sembra ovvia la decisione di escludere il pubblico dagli stadi non ancora “a norma”,  nonostante le risibili obiezioni circa il rischio di falsare i campionati.   Infine,  non si capisce per quale motivo alle spese per i lavori necessari dovrebbe concorrere,  anche in misura minima,  la collettività.

Alberto Acquaro


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