Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Basta un po' di buonsenso  e  un po' di furbizia

Firenze, 10 marzo 2008

     Nella politica  esiste una regola  che tutti dovrebbero aver imparato,  anche i più sprovveduti :   a fronte della durata prevista di una legislatura (5 anni),  nei primi due anni ogni governo mostra le sue vere finalità e le persegue noncurante del consenso degli elettori;   negli ultimi tre anni  (se non è fatto cadere prima)  pensa anche a recuperare il consenso perduto,  spesso a scapito dell’interesse generale.     Cronaca politica degli ultimi anni :

11.6.2001 – 17.5.2006   II e III Governo  Berlusconi
  settembre 2001 – legge sul  rientro dei capitali dall’estero,  che prevede una imposta esigua del 2.5%,  garantisce la forma anonima dell’operazione  e  non impone controlli sull’origine dei capitali.   Si tratta di un grande e insperato regalo ai grandi evasori fiscali e alle criminalità organizzate,  di una legge ideale per favorire il riciclaggio del denaro sporco.
  aprile 2002 – modifiche alla legislazione sul  falso in bilancio,  che ne depenalizza alcune forme   (quelle che, per puro caso, riguardano Berlusconi)  e  che abbreviano,  in ogni caso,  i tempi di prescrizione del reato.
  novembre 2002 -  legge Cirami,  che,  nella sostanza,  allunga in modo indefinito la durata dei processi,  garantendo di fatto,  a coloro che dispongono di adeguati avvocati,  la prescrizione del reato.

17.5.2006 - oggi dimissionario   II Governo  Prodi
    Riduzione del deficit sotto il 3% nel 2007,  che,  dopo la procedura per deficit eccessivo aperta nel 2005,  ha indotto il commissario europeo Almunia a dichiarare:   “Ritengo la linea di Padoa-Schioppa di estremo successo.   Tale azione,  dura,  ma vitale per l’Italia,  non è stata apprezzata da quanti   (purtroppo molti)   non mostrano un pur minimo attaccamento al proprio Paese.
  Avvio delle prime liberalizzazioni,  aspirazione solitamente naturale per le Destre sane,  indispensabili per sbloccare la crescita del Paese.   Anche per questa azione erano prevedibili forti resistenze e dissensi.
     Forte impegno e primi risultati concreti contro l’evasione fiscale e la criminalità organizzata.

    I fatti riportati non hanno bisogno di commento  e  sono stati compresi da tutti, anche dall’ Italiano meno intelligente;   questi stessi fatti non sono riconosciuti dalle persone ossessionate dal loro presunto  tornaconto personale,  dai  furbi per vocazione.   Vale la pena,  però,  spendere qualche parola,  dedicata alle  inconsapevoli vittime  di questa situazione.

    Prescindendo da ogni considerazione di ordine morale,  occorre far presente che all’accumulazione di  enormi ricchezze  si può giungere  solamente togliendo a  moltissime  persone,  senza che esse se ne rendano conto.
È evidente che un uomo come Berlusconi,  che con il suo ultimo governo era divenuto il più ricco d’Italia   (non governando per 20 mesi è retrocesso al terzo posto della classifica),  adesso vuole rifarsi.   Sono moltissimi coloro che devono tremare e,  fra questi,  la grande maggioranza è proprio fra i suoi sostenitori  e,  in particolare,  fra i giovani elettori e le donne,  le categorie più indifese.

     Per ottenere il suo scopo,  il Cavaliere deve assicurarsi la collaborazione di molte persone, alle quali offre forti vantaggi   (sempre trascurabili rispetto ai suoi),  ma queste non sono moltissime, forse qualche migliaio;    esse saranno le uniche a trarre profitto dal Governo Berlusconi;     tutte le altre,  alla lunga,  saranno più o meno perdenti.    Facciamo un semplice esempio.   Uno dei molti che applaudono ai comizi di Berlusconi, forse un commerciante, un artigiano o un imprenditore, che spera di poter evadere il fisco,  non vede abbastanza lontano,  non considera che,  in questo modo,  impoverendo sempre più il parco della propria clientela,  avrà sempre minori entrate;   oltre a questo,  egli non considera che la qualità della sua vita si degraderà sempre di più, in termini di servizi disponibili e di ambiente.
A conti fatti,  il nostro sostenitore di Berlusconi  e  i suoi incolpevoli figli avranno fatto veramente un pessimo affare.

Alberto Acquaro


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