Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Ai Partiti de "L'UNIONE"



Firenze, 13 maggio 2005


Astuzia  e  Intelligenza


      La considerazione,  dal nuovo punto di osservazione,  dell' Intelligenza,  quale capacità cruciale del nostro mondo,  meriterebbe una serie di argomentazioni che non è opportuno riportare in questa sede.   Tuttavia,  qui,  vorrei fare qualche osservazione,  che non si distacchi molto dal senso comune,  circa il rapporto che intercorre tra  "Intelligenza"  e  "Astuzia".

      Prendiamo spunto da un mio pensiero,  che trovo nella raccolta  "Pensieri a ruota libera"  qui registrata,  e dalle definizioni di  "astuzia"  riportate in due dizionari.

" L' astuzia è una abilità qualitativamente analoga all'intelligenza,  ma con un campo di azione molto più limitato.  Una  'persona astuta'  è essenzialmente limitata, cioè alla sua  'vista'  è preclusa una parte della realtà,  la più importante.  Una persona intelligente non è naturalmente portata ad agire con astuzia;   lo fa,  con riluttanza,  solamente se costretta ".

Dal Devoto-Oli :  " Astuzia.  Disposizione innata e costante a volgere a proprio vantaggio situazioni ostili ".     Tale definizione pone l'accento su una sorta di  "vocazione",  di origine genetica,  della  "persona astuta".
Dallo Zingarelli :  " Astuzia.  Arte di condursi abilmente a uno scopo,  di solito non buono ".     In questo caso,  è evidenziato il  "basso profilo"  di un "comportamento astuto".

      Guardando alla questione con l'occhio dell' Informatico,  posso aggiungere che,  circa la capacità di vivere il nostro mondo,  la tipica  "persona astuta"  costituisce,  dal punto di vista funzionale,  un sottoinsieme  della tipica "persona intelligente".   In altri termini,  la seconda è nella condizione di conoscere tutto quanto passa per la mente della prima,  mentre l'inverso non è possibile.   Ancora diversamente,  si può dire che la  "persona astuta"  non è in grado di percepire tutta una parte della realtà,  un mondo,  della cui esistenza neanche sospetta.
E' anche da rilevare che in tali persone si riscontra sempre una rilevante dose di  presunzione  e di conseguente  arroganza,  caratteristiche che non si riscontrano nelle  "persone intelligenti",  sempre consapevoli dei propri limiti,  non solamente perché  "vedono"  la parte di realtà che sfugge alle "persone astute",  ma anche per la loro capacità di intuire l'esistenza di un mondo che ci trascende.

      Trasferendo,  adesso,  quanto detto al mondo della politica,  forse ci può venire in mente quale sia l'essenziale difetto dell'attuale politica italiana :   tutti noi abbiamo colpevolmente consentito uno spazio assurdo,  inaccettabile,  alle "persone astute".    Anche prescindendo dal necessario interesse al bene collettivo  (che esse non hanno),   come è possibile che persone con una incapacità essenziale di comprendere,  nella sua completezza,  una data realtà  siano delegate a governarla ?    Purtroppo,  la cascata dei disastri procurati da simili tragici errori sono sotto gli occhi di tutti :    la perdita di milioni di elettori DS alle ultime politiche,  il potere consegnato nelle mani della persona astuta per eccellenza,  che ha umiliato la nostra dignità nazionale  e  ha fatto e farà piangere innumerevoli famiglie italiane,  da molte delle quali era stata elettoralmente sostenuta.

      Un meccanismo psicologico molto ricorrente è il seguente.   Le persone intellettivamente meno dotate,  alle quali sfugge molta parte della realtà,  vedono nella  "persona astuta"  il loro ideale,  la loro massima aspirazione esistenziale ;   in altri termini,  sono portate a mitizzarla,  a vedere in essa il migliore fra gli uomini,  al quale trovano quindi naturale affidare il proprio destino.   Quale triste destino!!

      A conclusione di quanto osservato,  un paio di auspici :

Nessun incarico di interesse pubblico dovrebbe essere affidato ad una  "persona astuta"  e,  tanto meno,  la leadership di un partito politico.

Vista la presa che hanno gli spot televisivi sulle persone meno dotate,  penso che il miglior investimento che potrebbe fare lo Stato consisterebbe in una sequenza continua,  martellante,  di spot di questo tenore :
" Non accettare mai qualsiasi invito che ti sia rivolto da una persona astuta.   Essa si interessa a te solamente per toglierti qualcosa ".     Lo spot,  che non ha colorazione partitica, andrebbe letto dai personaggi più amati dal grande pubblico.   La sua efficacia sarebbe garantita dal fatto che anche le persone più semplici sanno  "riconoscere"  le persone astute,  pur non cogliendone la pericolosità.

Cordialmente,
Alberto Acquaro                                                                   
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