Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Ai Democratici di Sinistra



Firenze, 29 marzo 2005


Diffusa e radicata confusione sul termine "laicità"


      In una trasmissione radiofonica di ottimo livello,  "Uomini e Profeti",  mi è capitato di ascoltare un discorso nel quale si parlava di  "mondo religioso"  e di  "mondo laico"  come di due entità contrapposte,  come di due mondi costituiti necessariamente da persone fisiche diverse,  con concezioni di vita che si escludono a vicenda.   Confesso che una frase del genere mi crea un senso di disagio,  non soddisfa la mia continua esigenza di razionalità,  acuita,  forse,  dalla lunga attività professionale.

      Quando provo simili sgradevoli sensazioni,  faccio sempre appello alle  mie  poche,  umane,  semplici  e  verificate  "certezze".   Nel caso specifico,  mi viene alla mente che  il più significativo esempio di laicità,  avvalorato dalla pratica di vita che ha fatto seguito alle parole,  ci è stato fornito da Cristo.   Alle parole  "Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio"  egli ha fatto seguire l'accettazione   (nonostante la mancata condivisione)  della condanna comminata dal potere temporale vigente.

      Fatta questa opportuna premessa,  si comprende come l'atteggiamento di laicità e il proprio sentimento nei confronti del Trascendente  (qualunque esso sia),  possono benissimo  (direi, dovrebbero sempre)  convivere in ognuno di noi.   Per questo semplice e,  credo,  difficilmente contestabile motivo,  i fedeli delle Chiese cristiane dovrebbero,  per primi,  dare prova di laicità,  seguendo con scrupolo l'insegnamento di Cristo.   La laicità contrapposta al fondamentalismo, problema cruciale dei nostri tempi,  frutto dell'astuzia di quanti vogliono servirsi cinicamente dei sentimenti religiosi dei più sprovveduti per conseguire un loro progetto di dominio.

      Confidando di riprendere il discorso,  vitale per il progresso del nostro Mondo,  per il momento diciamo solamente che  "laicità"  significa tante cose;   se, però, fossi costretto a rendere il concetto mediante una sola espressione,  proporrei  "rispetto per la libertà del prossimo",  condizione essenziale per la sua crescita e quindi per la sua  vita.
Giovanni Paolo II,  con l'umiltà di cui sono capaci i grandi uomini,  si è mostrato addolorato per gli umani errori del passato.   Questa è la naturale premessa ad un prossimo adeguamento ai nostri tempi della Chiesa,  che ci insegnerà a comportarci laicamente in ogni occasione;   ci insegnerà,  ad esempio,  a difendere la sacralità della vita  in ogni suo momento  e che la mancanza di laicità è fra i più gravi attentati alla vita stessa,  in quanto la colpisce nel momento più importante della sua espressione,  durante il processo di maturazione.

      Trasferendo il discorso al versante politico,  sono convinto,  ad esempio,  che,  nei tempi recenti,  un gravissimo vulnus al concetto di laicità sia stato portato dal cosiddetto  "comunismo reale",  che non si limitò alla violenza psicologica sulle coscienze degli individui,  ma esercitò su di essi anche una pratica sistematica di violenza fisica.   Era inevitabile che quella esperienza si esaurisse naturalmente.

      Ho un sogno.  che non ha il pregio della originalità,  in quanto coincide con quello di Dante,  ma che solamente oggi può realizzarsi.   Sogno l'affermarsi di due poli,  entrambi attenti all'esempio di Cristo,  entrambi gelosi custodi del concetto di  laicità  e promotori dell'agire secondo tale principio :   la Chiesa  e  la Sinistra politica,  i due "Soli" della visione profetica di Dante,  che,  non a caso,  è oggi assunto a simbolo del mondo occidentale.
L'Italia,  per la sua storia e per la presenza fisica della Chiesa,  può rivelarsi,  a mio avviso,  il laboratorio naturale ove possano maturare le nuove conseguenti regole di convivenza.
Il simbolo di riferimento,  per questo processo inevitabile della evoluzione umana,  nel mondo orientale,  penso sia costituito dalla figura di Gandhi,  anch'egli provvidenziale paladino della laicità.

      Il mio è un sogno utopico?   Non direi ;   per almeno un paio di motivi :   perché la Sinistra ha nel suo DNA il concetto di laicità  e  perché l' odierna razionalità  indica  (ne parleremo)  che l'evoluzione naturale oggi tende,  finalmente,  a rendere realistica la visione profetica di Dante.

      Questo messaggio sarà registrato,  a seguito degli altri,  nel sito www.dante2000.it (Versione italiana, voce "Agli Italiani").

Cordialmente,
Alberto Acquaro                                                                   
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