Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Ai Democratici di Sinistra



Firenze, 15 marzo 2005


Un probabile malinteso sul concetto di  "fedeltà"


      Ho vissuto abbastanza per ricordare le deliziose vignette del "Travaso"  (credo che fossero di Guareschi) ;   in particolare,  ne rammento una.   Due compagni conversano :   "Sono tre giorni che piove a dirotto,  non ne posso più!",  dice il primo ;   il secondo,  sfogliando le pagine de "l'Unità",  risponde : "Compagno,  sei male informato,  l'Unità non lo dice".

      In occasione dell'ultimo Congresso del Partito,  D'Alema è stato rieletto presidente,  a scrutinio segreto,  con quasi l'82% dei voti.   Mi sembra di vedere Guareschi,  comodamente seduto su una nuvola a forma di poltrona,  che osservava divertito la scena di quella elezione.
Occorre anche saper ridere di se stessi e,  per fortuna,  questo è uno dei pregi della persona di Sinistra.

      A parte gli scherzi,  però,  a me sembra che la necessaria autocritica degli iscritti DS debba partire proprio da questo dato.   Non si comprende come quell' 82% si possa conciliare con tutti i disastri ai quali abbiamo dovuto assistere :   i tre milioni di voti perduti,  il regalo di cinque anni di governo Berlusconi, etc..   Come si fa a non pensare che ci sia qualcosa che non funziona?

      La ragione è,  spesso,  crudele.   Con sincero rammarico,  devo ammettere che il nostro problema è analogo a quello di Alleanza Nazionale.   Non bastano un Congresso,  il cambio di nome e simbolo del partito,  le dichiarazioni  e  le visite ad Israele ;   occorre cambiare mentalità,  occorre cambiare dentro ;  e questo è molto più difficile.   Devo confessare che,  nonostante il mio netto schieramento politico,  sono entrambi i problemi a preoccuparmi,  in quanto,  prima di essere una persona di Sinistra,  sono un Italiano e il nostro Paese ha bisogno di una Destra sana quanto di una Sinistra sana.   Credetemi,  questa non è retorica,  si tratta di un discorso dannatamente concreto.

      Parlo della Sinistra,  della quale ho una maggiore conoscenza.   Rammento le ultime riunioni a cui ho partecipato,  presso la mia Sezione DS,  quando esprimevo i dubbi,  che mi angosciavano, sulla dirigenza del Partito.   Ho ancora impressi nella memoria gli sguardi dei compagni,  diffidenti  e, da parte dei più anziani,  mi sembrava,  quasi di disprezzo.   Non dimostravo fedeltà al Partito.   Ma di quale fedeltà parliamo?   E' chiaro che siamo vittime di un terribile malinteso.

      Io,  iscritto al Partito,  devo dimostrare assoluta fedeltà nel seguire le indicazioni operative della dirigenza,   ma ho anche il diritto-dovere di esprimere la mia opinione sulla linea politica seguita e di controllare l'efficacia dell'azione della dirigenza stessa.   In altri termini,  ho delegato ad altri la dirigenza del Partito,   il che non significa che li abbia delegati a pensare al posto mio,  come accade ai compagni della vignetta.
Sarei pronto a scommettere che nessuno degli attuali iscritti ammetterà mai di aver delegato ad altri le proprie facoltà di pensiero e di giudizio.

      Devo dire che la stessa elezione,  con una maggioranza del 51%,  sarebbe stata meno preoccupante.   La mente fredda di un ricercatore,  a fronte di questi due dati
a.  perdita di 3 milioni di voti alle ultime Politiche   (tralascio volutamente gli altri disastri)
b.  elezione  (a scrutinio segreto)  di D'Alema alla presidenza del Partito,  con maggioranza prossima all' 82%
è portata a concludere che non pochi iscritti DS ragionano,  all'incirca,  così :   "Io non sono all'altezza di giudicare sulle scelte importanti del Partito,   quindi delego a questo la dirigenza".   E' questa la fedeltà di cui si parlava?   Credo di sì.

      E' quasi inutile dire quanto sia dannosa al Partito tale malintesa "fedeltà".   Il suo risultato è quello di affidare quelle decisioni ai ben noti  "giochi di palazzo",  nei quali saranno vincenti l'astuzia,  il cinismo,  l'amore per il potere,  la tentazione di eliminare i concorrenti al potere stesso.   Purtroppo,  vengono così incoraggiati comportamenti assolutamente estranei alla mentalità delle persone di Sinistra   (rammentate il principio :   "La propria persona al servizio delle idee e non viceversa" ?).

      Proprio in questo consistono,  a mio avviso,  i  "residui dell'antico sovietismo"  di cui dicevo nel primo messaggio dell' 1 gennaio.   Ho troppa fiducia nelle capacità delle persone di Sinistra per pensare che non saremo capaci di scrollarci di dosso questo complesso,  senza attendere che siano le nuove generazioni a dare vitalità al nostro Partito.   Sono altresì sicuro che,  nell'adeguarci ai tempi, saremo molto più rapidi degli amici di Alleanza Nazionale.

      Questo messaggio sarà registrato,  a seguito degli altri,  nel sito www.dante2000.it (Versione italiana, voce "Agli Italiani").

Chiedendo scusa per la sfrontatezza,
Alberto Acquaro          
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