Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Ai Democratici di Sinistra



Firenze, 2 marzo 2005


Caccia all'errore


      Trent'anni di esercizio della professione,   dopo aver studiato tutto ciò che v'era da studiare sulla Progettazione del software,   mi hanno insegnato che,  quando in un Sistema si rileva una importante anomalia,  è vitale che la sua evoluzione venga sospesa e che in tempi brevissimi si individui e si rimuova la causa  prima  dell'anomalia stessa.   Questa regola,  basilare quanto ineludibile,  vale per la fisiologia di qualunque sistema complesso in evoluzione.

      Assumendo la mentalità del ricercatore e rifuggendo quindi da qualsiasi preconcetto,  va riconosciuto che la politica italiana mostra chiari segni di malessere.   Il fatto che si consegnino i destini del Paese nelle mani di una persona che ha il vissuto di Silvio Berlusconi rappresenta un chiaro sintomo di precarietà della nostra convivenza.   Alla caccia della causa  prima  di tale stato,  procediamo prima per esclusione.

      La causa è in Berlusconi stesso?   Certamente no.   Un uomo votato ad accumulare quanto più denaro possibile,  se trova spazio,  lo rastrella dove può e come può,  assolutamente noncurante dei mezzi e delle conseguenze.   Prescindendo,  come si fa in ogni ricerca,  da considerazioni di ordine morale,  dobbiamo ammettere che Berlusconi non è la causa prima dei nostri mali :   egli rappresenta solamente un "effetto collaterale",  anche se molto grave.

      La causa è nelle caratteristiche del popolo italiano?   Pur sapendo che la sua maggioranza non è ancora dotata di senso dello Stato,  dobbiamo dire che il popolo,  sulla base delle sue capacità e delle informazioni a sua disposizione,  ha semplicemente espresso il proprio voto,  il che,  credendo sinceramente nei principi della democrazia,  porta ad escludere che il popolo stesso sia la causa prima dell'anomalia in questione,  anche se è stato il mezzo che l'ha generata.   Forse,  semmai,  la causa prima va ricercata nella cattiva informazione fornita al popolo,  più o meno consapevolmente,  più o meno tacitamente.

      Siamo al dunque.   Se tale cattiva informazione è stata fornita,  è plausibile pensare che essa sia giunta dal mondo politico.   Credo di sapere in quale occasione tale enorme,  gravissimo errore sia stato commesso.   Fu all'inizio del 1997,  quando,  attraverso la Commissione parlamentare per le riforme istituzionali  (la cosiddetta "bicamerale"),  si decise di mettere mano alla riforma della seconda parte della Costituzione,  avendo come principale interlocutore Silvio Berlusconi,  quindi riconoscendo,  implicitamente,  in lui,  nel modo più formale e solenne,  capacità,  autorevolezza morale  e  senso dello Stato,  tutti requisiti necessari per concorrere all'adempimento di un compito talmente arduo e delicato.    Questo fu il messaggio che,  inconsapevolmente,  si fece passare.
E,  dopo un simile precedente,  ci sentiremmo di addossare la pur minima responsabilità ai poveri elettori di Berlusconi,  considerando,  fra l'altro,  che essi saranno le prime vittime del suo governo?

      Io non so dire cosa indusse a quell'errore,   se grande presunzione  o  smania di protagonismo,   scarsa lucidità politica  o  carenza di senso dello Stato  o,  cosa più probabile,  una combinazione di tutti questi fattori.   In ogni caso,  sono certo che quello fu il più grande errore della Sinistra italiana dai tempi del dopoguerra.

      Nonostante il forte trauma di questi ultimi anni,  sembra,  però,  che ancora un po' di entusiasmo mi sia rimasto.   E' viva in me la speranza che la Sinistra italiana trovi in se stessa la capacità e il coraggio di operare una seria autocritica.   Superata tale prova,  sono certo che essa potrà riprendersi e mettere a frutto le enormi potenzialità della sua base.

      Questo messaggio sarà registrato,  a seguito degli altri,  nel sito www.dante2000.it (Versione italiana, voce "Agli Italiani").

Cordialmente,
Alberto Acquaro                                                                              
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