Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Ai Democratici di Sinistra



Firenze, 8 febbraio 2005


La semplicità è bella e sempre vincente


      Capita spesso che,  volendo perseguire scopi di comodo o,  comunque,  predefiniti,  si ricorra ad analisi molto complicate,  per "addetti ai lavori",  nelle quali prevale il ruolo dell' astuzia.   Se, al contrario,  si mira solamente a comprendere una realtà,  è sempre meglio rifuggire da schemi tipicamente "umani" e ricorrere a schemi naturali,  enormemente più semplici,  tipici dell' intelligenza. In tal senso,  gli schemi matematici sono esemplari.

      Vorrei,  ad esempio,  capire come mai la Sinistra non ha alcun problema nei confronti elettorali a livello di Regioni e di Comuni e poi a livello nazionale rischia di perdere persino di fronte ad avversari improponibili.  La semplicità ci può aiutare a comprendere?   forse, sì.

      Il generico elettore vota una parte politica se capisce che per lui il farlo risulta  conveniente,   cioè se si convince che essa sia adatta a rispondere alle sue aspirazioni,  materiali o meno.

      A livello non nazionale,   sono diversi i motivi per cui la grande maggioranza degli elettori sceglie la Sinistra.   In primo luogo,  il problema è certamente più semplice  (ad esempio,  possiamo seguire meglio le strade percorse dal nostro denaro);   a ciò si aggiunge la lunga esperienza di governi "locali" (l'Italia è stata prevalentemente la "terra delle cento città").    Generalmente,  anche uno sprovveduto ha potuto realizzare  (a livello genetico)  che il bene della sua città coincide con il suo bene.
Infine,  in tempi recenti,  gli elettori non accecati da pregiudizi di natura ideologica,  hanno potuto constatare che,  in generale,  le buone capacità amministrative e l'onestà sono caratteristiche più frequenti nell'ambito della Sinistra.   E' anche da dire che,  a rendere comune tale opinione,  hanno contribuito le oculate scelte dei candidati.

      A livello nazionale,  la situazione è completamente diversa.   L'unità d'Italia,  voluta e profondamente sentita da una élite,  è fenomeno relativamente recente e il processo di identificazione nella nuova realtà è,  per sua natura,  molto lento.   Oggi possiamo dire che i ceti culturalmente più evoluti hanno conseguito tale identificazione,  mentre esiste ancora una maggioranza di Italiani che non sentono completamente di esserlo,  che,  in altri termini,  non hanno il "senso dello Stato"  e  non vedono nel bene di esso il proprio bene.    Occorre,  certamente,  far di tutto per aiutare tale processo di maturazione,  proponendo alla guida del Paese persone che abbiano uno spiccato senso dello Stato,  cioè che sentano tale incarico come un servizio e non come un semplice esercizio di potere.
Paradossalmente,  forse,  questo nostro ritardo,  che oggi ci sta procurando disastri,  nel futuro ci potrebbe tornare utile:   è possibile,  infatti,  che proprio per tal motivo,  nel processo di integrazione europea,  siamo e saremo meno gelosi di altri nel delegare all'Europa nostri poteri nazionali.

      Al fine di esemplificare,  dirò del Partito dei DS,   sia perché è il mio sia perché è quello che tiene la barra del timone della Sinistra italiana.
A parte la sicura vittoria alle prossime Regionali,  sicura per i motivi già detti,  è probabile che la Sinistra vincerà anche le prossime Politiche.   Se questo accadrà,  però,  ciò sarà reso possibile solamente dai seguenti motivi :
1. Cinque anni di governo di Berlusconi hanno convinto   (come aveva previsto Montanelli)   i più sprovveduti,  quelli cioè che non hanno il pur minimo senso dello Stato,  che votare l'attuale Destra non conviene loro ;
2. il Pontefice  ha pubblicamente espresso la sua avversione al governo attuale   (di questo parleremo meglio in un prossimo messaggio) ;
3. Prodi è un autentico uomo di Stato,  che ha già dato prova certa delle sue capacità.

      Ebbene,  ai DS i conti non torneranno.   Buona parte dei 3 milioni di elettori perduti alle ultime politiche non tornerà all’ovile.   Si tratta di persone di cultura medio-alta (alle quali guardano i giovani) ,  che,  proprio in quanto dotate di senso dello Stato,  non ritengono l’attuale dirigenza del Partito adeguata all’incarico  (pur riconoscendo i meriti di Piero Fassino).    Ciò costituisce un imperdonabile peccato,  se pensiamo che i DS possono vantare la militanza di uomini come Antonio Bassolino e Walter Veltroni,  uomini che hanno dimostrato,  non a chiacchiere,  le loro capacità;    uomini che,  certamente non vittime dell'ambizione,  hanno rispettato in pieno il principio :   "La propria persona al servizio delle idee e non viceversa".   In particolare,  penso a Bassolino che,  a mio avviso,  per profondità di pensiero e per la conoscenza acquisita sulla "questione meridionale"  (nostro problema prioritario),   costituirebbe la migliore opportunità a disposizione dell'intero Paese.

      Per consuetudine acquisita,  questo messaggio sarà registrato,  a seguito degli altri,  nel sito   www.dante2000.it   ( alla voce "Agli Italiani" e quindi a "Lettera all'On. Massimo D'Alema" ).

Con simpatia,
Alberto Acquaro                                                                              
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