Scrivania di lavoro di Alberto Acquaro


Si scusano  per aver scritto  ciò che pensano

Firenze, 10 luglio 2008

     L’esordio dell’informazioni biografiche su Silvio Berlusconi redatte dall’ufficio stampa della Casa Bianca in occasione dell’apertura del G8 in Giappone:   «Il premier italiano Silvio Berlusconi è stato uno dei più controversi leader nella storia di un Paese conosciuto per corruzione governativa e vizio». Un giudizio netto,  inequivocabile,  da parte di commentatori politici della destra americana,  giudizio non condizionato dunque dalle nostre posizioni in politica estera.
L’aspetto inaudito della vicenda,  che ci umilia profondamente,  sta però nel fatto che tale episodio non ha avuto la giusta e proporzionata eco sui mezzi di informazione italiani.     Abbiamo veramente toccato il fondo !!!

     La Casa Bianca ha chiesto scusa all’Italia per lo  “sfortunato”  episodio,  sfortuna dovuta al fatto che è stato scritto,  pur in forma garbata,  ciò che il mondo pensa di noi.   Cercando di superare lo sconforto,  tentiamo di capire.
Il trasferimento del giudizio negativo da Berlusconi al popolo italiano era inevitabile,  se si tiene conto che l’aver messo il proprio Paese nelle mani di Berlusconi non è un fatto incidentale,  ma dipende da un consenso popolare che perdura da molti anni.   Tutto il mondo ha compreso perfettamente il “vizio”  del popolo italiano:     nei singoli,  la speranza di partecipare ai furti e ai privilegi ingiustificati fa vedere il Cavaliere come il proprio paladino.
Tale istinto animalesco,  presente in misura fisiologica anche in altre nazioni,  qui non è controbilanciato da un fisiologico  attaccamento al proprio Paese,  che deriva,  in fondo,  da una adeguata intelligenza.

       In altri termini,  il nostro Paese registra una maggioranza di  “allocchi”   (dal Devoto-Oli,  in senso figurato:   “Persona goffa e balorda”).     Tale comunanza genetica con l’allocco risulta   molto diffusa, ma non equamente distribuita.     Azzardiamo una sorta di classifica.

1.  Le persone che votano direttamente per Berlusconi.   Abbagliati dalla speranza di immediati vantaggi pratici,  essi non comprendono di creare le condizioni per giungere al risultato esattamente opposto   (ad esempio,  i commercianti che,  all’introduzione dell’Euro,  hanno cinicamente spolpato le classi più indifese,  oggi guardano con terrore al drastico calo dei consumi).

2.  I partiti politici alleati di Berlusconi.   Convinti di aver trovato la strada per l’affermazione della Destra italiana,  non si rendono conto di barattare l’attuale effimero potere con la nascita a breve termine di una Destra sana e competitiva.

3.  I partiti massimalisti di Sinistra.   Alla cieca e continua ricerca di visibilità,  sono risultati inconsapevolmente decisivi per il successo di Berlusconi;   hanno iniziato a pagare i propri errori e a farli pagare alle classi più disagiate.

4.  Tutti coloro che attualmente non aiutano il PD,  che sta tentando di condurre il Paese alla normalità.

5.  I responsabili del PD,  quando hanno mostrato scarsa decisione nell’attuare azioni che rendessero efficace la loro lotta   (vedi provvedimenti per garantire la effettiva segretezza del voto).

     Una citazione a parte meritano i mezzi di comunicazione di massa,  solamente in parte colpevoli in quanto espressione del comune sentire della popolazione.


Alberto Acquaro


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